Hymne a Georgine

Uno scrittore fermano-congolese si racconta. 

Un intreccio tra modernità e tradizioni che  rappresenta la svolta per un reale incontro tra popoli  lontani che attraverso la scoperta reciproca possono dialogare e collaborare.

Bilo 3Bilo O’ssour

Interessante questo incontro che si è svolto nei locali di Villa Nazareth a Fermo e che ha visto la partecipazione di molte persone colte del fermano, stimolate dall’argomento riguardante  il rapporto tra la cultura africana e quella occidentale.

Bilo O’ssour è un congolese ormai naturalizzato fermano che vive ormai da molto tempo a Monturano. Nato a Kinshasa (Repubblica Democratica del Congo) nel 1954, ha compiuto i suoi studi universitari a Lubumbashi e poi a  Roma, dove, nel  1995, consegue il Dottorato in Lettere classiche. Pur con questo curriculum accademico di tutto rispetto, decide di coinvolgersi inizialmente con un progetto di Capodarco e per questo finisce con lo stabilirsi nelle Marche, prima a Servigliano e poi a Monte Urano. Formatosi anche in attività sindacale, lavora attualmente presso la CISL, nel settore dell’assistenza agli immigrati.

Bilo 4Domenica scorsa è stato ospite del gruppo Jacaranda  Art Meeting al quale ha magistralmente presentato il suo libro “Hymne a Georgine” (Inno a Georgine)  nel quale si racconta la vita della sua giovane moglie, morta in modo improvviso e prematuro. L’incontro è stato un momento interessante sotto il profilo umano e culturale. Bilo ha evidenziato in modo chiaro le usanze e le tradizioni legate al suo popolo. Egli ha affermato che la cultura africana poggia oggi su due pilastri, su due civiltà: la civiltà tradizionale africana e la civiltà moderna. La cultura tradizionale infatti permane ancora in maniera molto forte nel tessuto sociale ed è sempre molto importante per la gente nella propria vita quotidiana; ma la stessa società è ormai immersa e modellata in strutture legali che, in qualche modo, assomigliano anche a quelle occidentali. La presentazione della giovane moglie scomparsa, è stata molto toccante  e lo scrittore ha spiegato ai presenti come il libro sia nato dal desiderio di ricordare, per tramandare e far conoscere ai figli la vita della loro madre Georgine. Il libro è scritto in francese e pubblicato da un’importante casa editrice parigina specializzata in Africanistica, L’Harmattan.

Libro BiloDedicato alla sua compagna di vita, il libro è stato presentato dall’autore con toni delicati e intensi attraversando quaranta anni di vita di cui venti vissuti insieme. Tradizioni, incontri, cambiamenti dovuti a vari trasferimenti non solo all’interno del continente africano per entrambi, ma anche all’estero, qui in Italia, dovuti a motivi di studio e di lavoro, fanno da contrappunto all’intera storia fino al ricongiungimento familiare dopo vari anni, nel nostro paese, per poter finalmente vivere insieme. Sembrerebbe una storia a lieto fine, invece, all’improvviso, il loro sogno s’infrange un mattino del 2005 con la tragica ed improvvisa scomparsa della protagonista del libro. Un crescendo di emozioni che culminano nell’ultimo viaggio di Georgine verso la sua terra: qui l’autore si troverà a combattere contro le sue stesse tradizioni che, se da un lato conosce e rispetta, dall’altro riconosce al diritto moderno un valore primario. Un intreccio tra modernità e tradizioni locali che ha suscitato l’interesse degli astanti e che rappresenta la svolta per un reale incontro tra popoli  lontani che attraverso la scoperta reciproca possono non solo incontrarsi ma dialogare e collaborare. Il linguaggio del libro è sintetico e chiaro, con una forma scorrevole.

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Per entrare nello specifico, in questo romanzo autobiografico si racconta l’infanzia della piccola Georgine, un’infanzia intessuta di ricordi comuni e poi si narra dell’incontro tra i due. Bilo spiega i vari momenti di approccio nella loro cultura tradizionale  evidenziando molti interessanti aspetti peculiari della cultura africana, il modus vivendi del popolo congolese, l’importanza del simbolo totemico, le usanze legate al fidanzamento e poi al matrimonio. Ha sottolineato che il matrimonio  passa attraverso tre momenti che devono essere rispettati: quello tradizionale, civile ed infine religioso. Ha messo in evidenza anche  le usanze legate ai funerali. Ha inoltre sottolineato che i proverbi, le domande stabilite in occasione di momenti importanti come matrimoni e funerali, fanno ancora parte di una tradizione africana che viene rispettata dal popolo, una cultura che dà voce all’anziano, alle tradizioni  prima di passare alle normative “burocratiche” del cosiddetto “modernismo”.

Bilo 2Bilo ha poi ampliato il discorso spiegando in modo dettagliato le caratteristiche della recente letteratura africana  facendo le opportune distinzioni tra le varie forme letterarie ed entrando nello specifico. L’argomento, così bene esposto, ha interessato i  presenti che hanno fatto domande sulla vita di Bilo, sulla sua famiglia, su alcune curiosità culturali legate alla letteratura e al suo rapporto con quella occidentale.

Tra una discussione e l’altra ci sono stati momenti musicali molto interessanti sulle note di importanti canzoni come Summertime, Cabaret-Moon River e Se stasera sono qui  ad opera della  nota cantante fermana Ester Dellisanti che, con la sua bella voce, ha regalato ai presenti un’atmosfera da sogno.

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 La cantante fermana Ester Dellisanti

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