I fiori di Spello

In principio era il colore

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La prima cosa che Dio ha fatto, secondo il racconto della creazione che troviamo nel primo libro della Bibbia, la Genesi, è stata “la luce”. «Sia la luce!» disse il Signore «E la luce fu!» Ma che cos’è la luce se non l’insieme fantasmagorico dei colori che la compongono? Essa è l’arcobaleno! Allora possiamo dire, parafrasando l’inizio del vangelo di Giovanni, che “In principio era il colore”, e attraverso i colori Dio ha creato il mondo. Facciamo esperienza di questa verità a livello esistenziale, a volte, nel trovarci in certi luoghi e in certi tempi, quando la natura ci sopraffà  con la sua bellezza, le sue tonalità  e i suoi colori.

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Ma se vi dovesse capitare, nel giorno del Corpus Domini, di passare per Spello, ridente cittadina umbra alle pendici del Monte Subasio, dall’altra parte di Assisi, con la quale fà in un certo senso da pendant, resterete semplicemente annichiliti da questa verità. Sono ormai più di ottanta anni che Spello è stata rapita dalla passione dei colori della natura e ogni anno li celebra in maniera più sontuosa, passionale, avvincente. La tradizionale infiorata del Corpus Domini, una tradizione cattolica molto diffusa in Italia, qui è diventata arte allo stato puro, celebrazione del colore, dove la competizione delle contrade nel realizzare la composizione floreale più bella è solo una scusa per scandagliare nel profondo le possibilità della luce e dei suoi riflessi nei mille colori e nelle mille sfumature che la natura presenta. Le incredibili composizioni musive che tappezzano le piazze e le vie principali del paese devono essere realizzate con colori puramente naturali, fiori, foglie, piante.

Pubb 1Gli abitanti di Spello sono incredibili: lavorano un anno intero per preparare la magnifica realizzazione di una notte. Ogni contrada si affida ad un artista che prepara il bozzetto della composizione, una autentica opera d’arte nella quale la luce dei colori e le cose della natura devono esprimere l’inesprimibile. Esso deve poi essere riprodotto su carta nella sua grandezza naturale con una minuziosa e dettagliata indicazione degli spazi colorati. Nel frattempo la gente della contrada lungo tutto l’anno continua a raccogliere e a conservare  materiali per certi colori che non saranno reperibili in primavera. Man mano che ci si avvicina all’evento è tutto un ricercare, conservare al fresco e catalogare i materiali, fondamentalmente fiori e foglie dalle mille tonalità; e poi finalmente arriva il gran  giorno e alla sera si montano sulle piazze e lungo le vie le serre per poter lavorare tutta la notte alacremente e in maniera certosina. E’ anche il trionfo della delicatezza, del lavoro di precisione, della cura infinita e della infinita pazienza.

Pubb 7Il paese si riempie di vita per questa notte luminosa, la notte dei colori, la festa e il tripudio di una natura che si trasforma in ‘corpus domini’ corpo del Signore. Ormai da anni arrivano, già alla sera, frotte di visitatori e di fotografi che accompagneranno per tutta la notte il lavoro della gente delle contrade. Spello è già di suo un paese bellissimo con angoli architettonicamente stupendi, con i suoi balconi fioriti, dalle mille piante che parlano di simbiosi perfetta fra semplicità e bellezza della natura e amore e cura dell’essere umano che la serve e la valorizza. Ma questa notte diventa fantasmagorica, una vera e propria notte d’amore fra l’uomo e la natura che sembrano vivere all’unisono una sorta di orgasmo spirituale dove la profondità teologica dei temi rappresentati, si coniuga con l’acribia dell’arte, la pazienza certosina, l’esplosione della luce.

Il lavorio alacre della notte sotto i tendoni e alla luce artificiale delle lampade, sfocia poi nella meraviglia dell’alba e quindi della piena luce dorata del sole, quando al lavoro ultimato, vengono tolte le serre e i tendoni e la nuova creazione dei colori appare in tutto il suo splendore, là sulle vie, sulle piazze, sui vicoli che acquistano così un valore trascendente, spicchi di paradiso trasferiti di sana pianta sulla terra, su questa terra. Una mattinata di gloria con centinaia e migliaia di visitatori che riempiono la cittadina per ogni dove, che fanno pazientemente la fila davanti alle scalette poste accanto ad ogni composizione per la possibilità di uno scatto fotografico dall’alto. Nel frattempo una giuria qualificata passa ovunque e come l’ape regina “si posa” sulle singole e immense opere d’arte per determinare i vincitori di questa bellissima gara del bello e del puro.

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La composizione vincente del gruppo ‘Fonte de Borgo’

Poi alle undici, dopo la celebrazione dell’eucarestia, la processione del Corpus Domini per le vie del paese trasformato in un tempio celeste, con il suo splendido pavimento musivo, “frutto della natura e del lavoro dell’uomo”, esattamente come il pane della vita. Ed esattamente come il pane che dona vita nel momento stesso che viene distrutto nella sua forma di pane, anche queste bellissime composizioni floreali, dopo lo spazio di un mattino, sembrano venir distrutte; ma in realtà esse svaniscono perché tornano di nuovo nella natura da dove erano state tratte, ma portano con sé, per l’intero anno che segue, questo abbraccio potente fra il divino, l’umano e il naturale, che sono i colori. Ed i colori tornano alla loro essenza fatta di luce, ma con una nuova consapevolezza dell’uomo cosciente di esserne parte!

 Franco Pignotti

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